PROGRAMMA MAB UNESCO

Il riconoscimento della Riserva, avvenuto il 9 giugno 2015 da parte dell’Ufficio Unesco di Parigi, è avvenuto in tempi straordinariamente brevi dalla proposta di candidatura.
Questi che seguono sono i documenti che hanno segnato il percorso e determinato il suo successo.

  • Conservare e rinnovare lo storico rapporto di equilibrio tra uomo e biosfera nell’Appennino Tosco-Emiliano, oggi minacciato dal progressivo abbandono dell’uomo, dai cambiamenti climatici e dalla omologazione culturale: tendenze cui le attuali tutele naturalistiche riescono a rispondere solo per specifici settori e senza un approccio olistico.

  • Tutelare la biodiversità, le funzioni degli ecosistemi, le infrastrutture verdi; controllare le specie alloctone la cui presenza tende all’aumento. Questi obiettivi sono legati alla conservazione di numerosi habitat e specie presenti (in particolare gli Habitat e le specie dei siti Natura 2000).

  • Difendere e promuovere le numerose produzioni agro-alimentari di qualità, spesso di nicchia, (tra cui i 64 prodotti DOP, IGP e tradizionali classificati dal Ministero dell’Agricoltura) frutto dell’elevata diversità sociale e climatica dell’area. In alcuni casi si tratta di veri e propri archetipi sociologici, storicamente caratterizzati da autoproduzione e auto-consumo, oggi minacciati dallo spopolamento delle aree montuose e dalla omologazione delle abitudini alimentari.

  • Tutelare la diversità sociale e culturale, cioè la cultura materiale e l’insieme di valori e tradizioni legati al un rapporto secolare profondo delle piccole comunità di Appennino con la terra e le stagioni. Un rapporto allentatosi nei decenni della crescente subalternità economica, logistica e culturale rispetto alle aree più abitate, industrializzate e urbanizzate a nord e a sud dell’Area MaB. Tutela in questo caso significa contrasto dell’ignoranza e della disaffezione (giovani) e anche superamento della semplice nostalgia (anziani) del passato, attraverso la conoscenza, la messa in valore e la rimotivazione delle risorse umane presenti rispetto un futuro di alta sostenibilità e di qualità del rapporto tra uomo e territorio (biosfera) in Appennino.

  • Contrastare il dissesto idrogeologico che è in gran parte un processo naturale, una componente dinamica della relazione tra geosfera, biosfera e antroposfera., ma che la componente antropica (l’abbandono dell’uso e della cura capillare della terra registrato negli ultimi 50 anni) ha in certi casi molto amplificato.

  • Monitorare i cambiamenti climatici e le conseguenze che essi determinano in un territorio a confine tra due fasce climatiche distinte e quindi area particolarmente sensibile alla registrazione degli effetti del riscaldamento globale sulle specie vegetali di montagna. Il monitoraggio riveste un particolare significato per le azioni di mitigazione e per l’avvio di un processo di resilienza che coinvolga tutta la comunità.

Scarica i documenti

Esito valutazione IACBR 13 Marzo 2015

(PDF - 136Kb)

Motivazioni che hanno portato alla definizione della bozza di perimetro ed alla zonizzazione dell'area MaB UNESCO

(PDF - 94Kb)

Vision della candidatura e documento di indirizzo al Piano di gestione della Riserva MaB dell'Appennino Tosco Emiliano

(PDF - 560Kb)

Presentazione del percorso di candidatura dell'Appennino Tosco Emiliano come sito MaB UNESCO

(PDF - 2Mb)